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Battendo la Polonia nella finale del Championship II di Cambrai, la nazionale femminile di hockey su prato italiana ha vinto, per la prima volta nella sua storia, l’Europeo Pool B. La promozione alla Pool A (che l’Italia aveva perso due anni prima a Monchengladbach) e l’annessa ammissione ai tornei di qualificazione olimpica per Rio 2016, erano stati già conquistati con la vittoria in semifinale con la Francia; il successo del Championship II, peraltro con un perentorio 5-0, costituisce invece una novità assoluta, dato che a Roma 2009 e a Baku 2005 si era dovuta inchinare, in finale, a Belgio e Azerbaijan. L’Italia stavolta ha vinto; così come aveva vinto nel Round 2 della World League di Valencia meno di sei mesi fa. A febbraio, le azzurre avevano chiuso la competizione da imbattute (senza considerare gli shoot out); in Francia hanno addirittura vinto tutte le partite in programma (cinque), segno di una piena maturazione e di una consapevolezza nei propri mezzi che porta, sì, a godersi il presente, ma anche a guardare al futuro con l’ottimismo dei grandi. L’obiettivo della senior femminile, che non si nasconde, è la qualificazione all’Olimpiade; nel 2008 a Victoria, in Canada, la finale (per certi versi inaspettata) ci consegnò una sconfitta netta, perché netta risultò la differenza con la Corea finalista; l’anno scorso New Delhi ci vide chiudere al terzo posto; un piazzamento forse anche più amaro, in considerazione dell’avvenuta qualificazione del Sudafrica, che nella fase a gironi l’Italia aveva bloccato sul 2-2, senza imbattere (tutt’altro) in quella differenza di valori che quattro anni prima la Corea aveva reso manifesta. All’Olimpiade mancano ancora tre anni, ma non è mai troppo presto per intraprendere il cammino, attraverso una programmazione mirata e una guardia sempre alta, per non disperdere i frutti di questa “maturazione”. Felice, e non potrebbe essere altrimenti, ma consapevole, il presidente FIH Luca Di Mauro: “A Cambrai abbiamo dato una prova di forza, vincendo tutte le gare del torneo”; a memoria, per lo meno negli ultimi anni, non si ricorda una senior capace di tanto in un torneo internazionale di questa portata: “E questa è una cosa che ci inorgoglisce. Grandissimo merito va alle ragazze, che si sono allenate anche quando non erano in raduno, interpretando il loro ruolo con sacrificio e abnegazione. E dimostrando cosa significhi indossare la maglia azzurra, una maglia che è onore e vanto, ma anche tanto sacrificio”. Proprio nei giorni in cui si celebrano le 18 campionesse di Francia, “mi piace estendere i meriti a tutte le altre atlete del Team Italia che durante l’anno hanno partecipato ai raduni e svolto preparazione, ma che in Francia non hanno potuto essere presenti. La nazionale non è formata solo dalle diciotto di Cambrai, ma è fatta da quel gruppo che si è impegnato, si impegna e si impegnerà per il comune obiettivo di far grande l’Italia”. Naturalmente dietro una grande squadra c’è sempre “un grande staff tecnico, con in testa l’allenatore Fernando Ferrara, e un intero settore, quello delle squadre nazionali, guidato dal consigliere federale Enzo Corso. Tutti abbiamo un obiettivo comune, che è quello di far crescere l’hockey - prosegue il presidente FIH - e il modo migliore per farlo è facendo parlare i risultati più delle parole”. Congratulazioni alle ragazze della senior e alla FIH sono arrivate anche dal presidente del CONI, Giovanni Malagò: “Con il presidente siamo stati in continuo contatto e mi ha fatto i complimenti per come la federazione sta lavorando e per i risultati che sta producendo”. Gli ultimi Giochi non sono stati particolarmente felici per gli sport di squadra italiani e portare l’hockey prato alle Olimpiadi di Rio (dopo oltre 50 anni da Roma '60) equivarrebbe (quasi) a una medaglia. 

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