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Domani, martedì 26 agosto alle ore 15:30, presso la chiesa parrocchiale di Concadirame, Rovigo, si celebreranno i funerali di Mario Steffenel. Oltre ai familiari, agli amici e agli hockeysti italiani, lo piange una intera città: la sua Rovigo.

(Cristiano Aggio, www.ilrestodelcarlino.it, 26 agosto 2015. Diritti riservati). Rovigo, 25 agosto 2014 - Si è spento ieri, all’età di 65 anni, Mario Steffenel. Un uomo a cui lo sport rodigino deve molto, ma anche la politica. Steffenel è stato anche un politico, di quelli che non stanno in prima fila ma che offrono le proprie qualità alla squadra. Lui, a quella di Renzo Marangon. Lo ha seguito in Regione da subito, a fine 1993 quando ha sostituito Giulio Veronese a palazzo Ferro Fini. Steffenel ha fatto parte della sua segreteria a Venezia. Si è candidato consigliere comunale nel 2001 quando ha vinto Paolo Avezzù. E’ stato eletto e per tutto il mandato è rimasto nel gruppo di Forza Italia, senza abbandonare il proprio ruolo nella segreteria di Marangon. Chiuso il mandato Avezzù nel 2006, Steffenel ha interrotto anche la propria carriera da consigliere a Rovigo. Lo ricorda come un grande amico anche Nicola Settini, altro consigliere comunale e marangoniano integerrimo.
Ma Steffenel era soprattutto uno sportivo. Se la disciplina sportiva dell’hockey esiste a Rovigo, gran merito lo si deve a lui, insignito nel 2001 dalla Federazione Italiana Hockey della stella d’oro e, nel 1989, dal comitato regionale veneto di quella d’argento. Classe 1948, ha ricoperto numerosi incarichi federali: dal 1983 al 1985 è stato presidente del comitato regionale della federazione hockey, per poi passare, dal 1985 al 2001 in seno alla federazione nazionale in qualità di consigliere e di responsabile del settore agonistico. Dal 1986 all’87 è vicepresidente del Coni provinciale, nella giunta guidata da Camillo Norbiato, tentando, nel 2004 la scalata allo scranno di presidente del Comitato di Rovigo. DAl 1997 al 2001, è nominato vice presidente della federazione nazionale hockey e dal 2001 fino al 2005 è stato vice presidente vicario.

Dal 1990 al 1994 è stato team manager della nazionale femminile e dal 1995 al 2000 ha ricoperto il medesimo incarico con quella maschile. Dal 2005 a oggi era responsabile del settore agonistico nazionale. E componente del collegio dei revisori dei conti della Federazione Italiana Sport Ghiacco. Esperienze importanti anche quelle raccolte nella sua città, con la disciplina amata e che ha cercato, riuscendoci, di far emergere fin dal 1966, anno in cui l’hockey club venne fondato grazie anche alla spinta propulsiva di don Carlo Ferrari, parroco di San Pio X. La storia racconta di una promozione in serie A2 nel 1974, poi alti e bassi, fino all’exploit dell’85 quando i gialloverdi rodigini terminano al terzo posto in A2, con Steffenel capocannoniere del girone Nord Italia: il campo era quello del Gabrielli. Negli anni 1990 l’hockey Rovigo partecipa a campionati di serie B, con una fiammata nel 1995 con il ritorno in serie A2. Numerosi i campi, dopo quello storico di San Pio X utilizzati dai gialloverdi, sia per la prima squadra che per le giovanili: Borsea, Granzette, il Battaglini, e l’attuale campo da calcio. Nella stagione 2004-2005 la società ritorna in serie A2, rimanendovi per due stagioni. Mario Steffenel è sempre in ‘sella’ alla sua creatura, con il sogno di avvicinare i più giovani ad una disciplina che tante soddisfazioni gli ha dato.

http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/mario-steffenel-morto-1.148174

(Giorgio Achilli, www.rovigooggi.it, domenica 24 agosto 2015. Diritti riservati). Rovigo piange. Mario Steffenel motore inesauribile dell’hockey prato polesano e Nazionale si è spento. Attestati di stima da parte di quel mondo, quello dello sport, a cui a dato tutto fino all’ultimo. Entra di fatto nella Leggenda cittadina lasciando un vuoto incolmabile non solo nella disciplina che amava. I funerali si svolgeranno nella Chiesa parrocchiale di Concadirame martedì 26 agosto alle 15 e 30.
Rovigo – Malato da qualche tempo, in Italia, perché Rovigo gli andava stretta, era considerato l’emblema dell’hockey su prato. Un carattere forte, tenace, combattivo, tipico dei grandi campioni dello sport. Se fosse stato un pugile avrebbe vinto qualsiasi titolo a disposizione, ma il suo amore era per uno sport, che se non fosse stato per lui, a Rovigo non ne saprebbero neppure l’esistenza. Un’avventura cominciata nel 1966, l’hockey prato ebbe anche l’onore di disputare le partite nel tempio del rugby italiano, nello stadio intitolato ad un altro esempio, la Leggenda Maci Battaglini. Sport minori che si intrecciano e che in una città come Rovigo diventano primi attori fornendo anche ospitalità al calcio per una doccia calda. Non tanto tempo fa infatti il Rovigo calcio, in profonda crisi economia, non riusciva neppure a saldare le bollette, Mario Steffenel, allora presidente dell’ Hockey club Rovigo, garantì a giocatori e tecnici biancazzurri una doccia calda nell’adiacente impianto del sodalizio gialloverde che insiste a pochi metri dallo stadio Gabrielli. Incredibile ma vero.

Mario Steffenel è morto nella notte tra il 23 e il 24 agosto, il 22 settembre avrebbe compiuto 66 anni, con lui se ne va un pezzo di storia dello sport italiano, un motivatore, uno di quelli che non mollava mai anche quando la sua squadra vinceva 6-0. Questa volta non è riuscito a vincere, il pareggio gli andava stretto in campo, figurarsi nella vita.

“Era un pezzo importante dello sport polesano – ha commentato il presidente provinciale del Coni Marco Bonvento - ha portato l’hockey in serie A, ci credeva, era un agonista anche dal punto di vista caratteriale, aveva una certa visione infatti aveva ruoli importanti nella federazione e in passato nel comitato provinciale. Con lui posso dire di aver avuto un ottimo rapporto, era un grande uomo di sport”.

“Se ne va uno dei grandi dello sport – ha commentato Lucio Taschin motore del Baseball rodigino – quello vero e dei sacrifici. Una persona integerrima e legato all’hockey da un amore viscerale. Ne ho apprezzato le enormi qualità proprio al Coni”.

Stella d’oro al merito sportivo conferita dal Coni, Mario Steffenel era nato a Fossalta di Piave in provincia di Venezia, campione con la maglia neroverde, allenatore e presidente del sodalizio di viale Tre Martiri, tra il 1986 e il 1987 è stato vicepresidente del Coni provinciale con la giunta guidata da Camillo Norbiato. Nel 2004 scese in campo tentando la scalata al Comitato di Rovigo, ma evidentemente lo sport polesano non era pronto per una personalità forte e lungimirante come la sua. E’ stato anche vice presidente della federazione nazionale hockey, team manager della nazionale femminile e maschile oltre che responsabile del settore agonistico nazionale e componente del collegio dei revisori dei conti, della Federazione Italiana sport ghiaccio.

Rovigo gli deve molto, non solo la serie A e il raggiungimento di obiettivi impensabili, lo sport per Mario Steffenel era una ragione di vita e lascia una pesante eredità in viale Tre Martiri.


http://www.rovigooggi.it/articolo/2014-08-24/mondo-dello-sport-in-lutto/#.U_ts1vl_uSo

 

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